Nell’ambito del ciclo Il Liuto dall’Oriente. Una serie di viaggi, storie, tradizioni  giovedì 27 giugno, alle ore 17.00, nel Salone Borromini della Biblioteca Vallicelliana viene presentato il concerto Tradizioni dell’oud ottomano – dal centro alle periferie con i musicisti Rachel Beckles Willson (oud), Chrysanthi Gkika (kemânçe) e Fabio Tricomi (percussioni).

Rachel Beckles Willson presenta l’oud nelle molteplici forme e ambientazioni in cui veniva ascoltato ai tempi dell’Impero Ottomano.

L’ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.

L’oud è uno strumento cordofono, membro della famiglia dei liuti a manico corto, con cassa piriforme con tre fori decorati a rosette e privo di tastatura. Al-ud in arabo significa “legno”. Una leggenda persiana attribuisce all’oud una storia illustre che risale alla notte dei tempi, attribuendone l’invenzione a Lamak, nipote di Adamo ed Eva. Secondo gli storici musicali, progenitori dell’oud risalgono all’antica Persia. L’oud, conosciuto in Occidente come liuto arabo, è un’evoluzione del barbat, antico strumento persiano pre-islamico. Nel IX secolo Ziryab, musicista di oud di Baghdad fonda a Cordova una scuola di musica, aggiungendo una quinta corda allo strumento. Nel X secolo dalla Spagna islamica l’oud è importato in Europa, dove diviene presto strumento preferito per accompagnare la musica di corte.

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