BIBLIOTECA VALLICELLIANA
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matenadaran

Nel Salone Borromini della Biblioteca Vallicelliana giovedì 9 marzo 2017 si tiene  la Giornata sulla cultura armena organizzata in collaborazione con l’associazione culturale L’albatros.
“Terra di reminiscenze bibliche, dai richiami nostalgici di un passato martoriato e glorioso, terra di aneliti di libertà e di lotte di sopravvivenza, terra di cime innevate, di laghi sospesi nell’azzurro, di ruvide pietre scolpite a merletto, l’Armenia è la patria di uno dei popoli più antichi del Vicino Oriente con una sua distinta e propria fisionomia etnica, linguistica, politica e culturale, con una storia di più di venticinque secoli e un patrimonio di cultura e di arte ben superiore in proporzione alla consistenza del suo numero, del suo territorio, del suo potere politico”. Con queste parole Boghos Levon Zekiyan, docente di Lingua e Letteratura armena all’Università Ca’ Foscari di Venezia e Istituzioni eccelesiastiche armene al Pontificio Istituto Orientale di Roma, raffigura l’immagine dell’Armenia storica, dalla quale bisogna partire per comprendere a pieno l’Armenia di oggi.
La giornata dedicata all’Armenia si apre con i saluti di Antimo Cesaro, sottosegretario di Stato al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Victoria Baghdassarjan, ambasciatrice della Repubblica d’Armenia in Italia, Paola Paesano, direttrice della Biblioteca Vallicelliana.
Interventi di Maria Immacolata Macioti, sociologa, sapienza Università di Roma; Ara Khzmalyan, responsabile Archivio Museo Matenadaran, Erevan; Anna Sirinian, docente di lingua e letteratura armena, Università di Bologna; Claudia Sugliano, giornalista; Magda Vigilante, Biblioteca Nazionale Centrale di Roma; Carla Conti, Conservatorio Nazionale di S. Cecilia; Agostino Bagnato, giornalista e scrittore, direttore della rivista l’Albatros; Sonya Orfalyan, artista e giornalista. Coordina Paola Paesano.
Il programma pomeridiano prevede la proiezione del documentario L’Armenia tra noi di Agostino Bagnato; l’esecuzione da parte del tenore Luigi Paulucci Barouk dell’aria “Veleno è l’aura ch’io respiro”, dal “Poliuto” di Gaetano Donizetti; la lettura di testi poetici di Hrand Nazariantz a cura di Armida Corridori; l’esecuzione di musiche di Aram Khachaturjan eseguite dal Trio Mizar: Renata Lacko (violino), Roberto Nannetti (chitarra), Caroline Boersma (violoncello); l’esecuzione di musiche tradizionali armene da parte del soprano Narinè Jagaspanyan; la rappresentazione di alcune scene da “Il colombo impaurito” di Raffaele Aufiero con Renato Capitani e Giulia Lacorte.
Per l’occasione viene inaugurata la mostra d’artisti contemporanei armeni Hajastan tra forme e colori, a cura di Lucrezia Rubini, storica e critica d’arte.
L’esposizione, che sarà aperta al pubblico fino al 24 marzo (dal lunedì al venerdì, in orario di apertura della biblioteca) comprende opere di Ivetta Barajan, Spartak Barajan, Artur Charutjunjan, Georgij Franguljan, Karen Grigorjan, Tigran Mangassarjan, Sonya Orfalyan, Gregorio Sciltian.
La manifestazione ha il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica d’Armenia in Italia.

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